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Vanillah - de.bug / 2017.01.07
 
 
 
 
Una delle auto di cui mi innamorai fin da bambino è la 124 Abarth.
"Quella vera" dirà qualcuno, non "la Mazda vestita da Abarth", anzi da "FCA" di questo secolo. Certo, quella vera. Ma le chiacchiere stanno a zero e le auto belle, degustibus, rimangono la mia passione. Come rimangono la mia passione di vita i rally e, per quelli della mia età, il Rallye di Monte-Carlo.
Certo, è cambiato tutto, sono cambiate le auto, sono cambiati i rally.
Ma quest'anno al Monte ritornano in gara un marchio e una vettura che hanno lasciato il segno in quel bimbo che ero, che sono stato e che forse rimango ancora, dentro.
Un'Abarth 124, quella vera, io ho già avuto modo di disegnarla tempo fa, anche se in realtà era un Fiat 124 Spider. Sto parlando di questa ], quarta tavola del mio progetto WRC Drafts, al momento congelato (ma non bloccato) anche a causa del mio trasferimento a Fuerteventura. Una tavola dedicata alla fantastica stagione 1972 di Håkan Lindberg, "virtuale" campione del mondo rally piloti di quell'anno lì, quando ancora non esisteva una titolazione dedicata ai piloti ma solo quella per i costruttori. E qua scatta la nostalgia.

1972, ultimo anno del quinquennio sperimentale del Campionato Internazionale Costruttori nato come me nel 1968. Per i primi due anni una prova unica ma tosta: la maratona London-Sidney. Poi nel 1970 un vero e proprio campionato mondiale che dal 1973 prenderà la denominazione ufficiale di Campionato del Mondo Costruttori, con alloro finale conquistato da Alpine-Renault. Nel 1972 l'ultima vincitrice del Campionato Internazionale Costruttori è Lancia. È l'anno del Monte-Carlo da leggenda di Munari e Mannucci con la piccola Fulvia n.14, l'anno della piccola Lancia contro le armate Alpine, Porsche, Datsun, Ford. Ma c'è anche il neonato reparto corse Fiat che preme per guadagnarsi spazio in un mondo che poi dominerà per molte stagioni. Reparto corse Fiat che per diventare davvero vincente ingloberà di lì a poco Abarth nei leggendari locali di Corso Marche n.38 a Torino.
Nasce così la 124 Abarth, quella vera. Che però resterà una sorta di Cenerentola mai sbocciata del tutto. Un'auto che regalerà sicuramente grandi soddisfazioni a molti piloti privati, ma che lascerà un po' di amaro in bocca ai piloti dello squadrone ufficiale Fiat-Abarth impegnati nel Campionato del Mondo.
Nel biennio di sviluppo 1974/1975 la 124 Abarth non riuscirà mai a strappare l'alloro Costruttori agli amici/nemici di allora, lo squadrone Lancia con le Stratos HF motorizzate Ferrari. Poi, dopo il Monte-Carlo 1976 l'accantonamento definitivo di un'auto al top
per dare spazio e scena alla nuova Fiat 131 Abarth. E dal 1977 stop mondiale, ufficiale, anche alla Stratos con gli organici sportivi di Fiat, Abarth e Lancia fusi in un unico, formidabile e leggendario reparto corse.

Sono cambiate tante cose da allora. Sono cambiati i rally, le auto e non pochi consigli di amministrazione. Ormai già dieci anni fa ci fu un deja-vu con il resuscitato brand Abarth impegnato in un programma di respiro mondiale con la Punto S1600. Sembrava il presupposto per un rientro al top di Fiat (e di Abarth) nel circus iridato, ma nonostante l'upgrade con la Punto S2000 tutto naufragò nell'arco di poche stagioni. Ora Abarth ci riprova ma con ben altri obiettivi. Sembra quasi una dichiarata operazione nostalgia, non tanto per il fatto di puntare sul restyling di una icona degli anni '70 come la 124 Abarth, quanto per la scelta di una soluzione tecnica ormai d'antan quale la sola trazione posteriore. Il progetto è destinato ad una clientela di piloti privati, non solo di una certa età, desiderosi di tornare a "guidare" una vettura da rally senza troppa elettronica esasperata, trazione integrale o sofisticazioni estreme.



Ci sarà anche un monomarca, ma per ora la nuova Abarth 124 Rally debutta al Rallye di Monte-Carlo 2017. NON è un "ritorno del gruppo Fiat" (ora FCA) nel WRC, ma quel logo e quella sigla iscritti al Monte generano comunque una certa emozione: Abarth 124 Rally. Tre gli esemplari al via: due per i senatori François Delecour e Gabriele "Odeon" Noberasco e una per la giovane promessa di ACI Team Italia Fabio Andolfi. E per me è una emozione non da poco partecipare a questo ritorno firmando la livrea per la vettura n.25, quella di Fabio Andolfi. Niente di che, non era richiesto un design fantascentifico ma qualcosa di moderato, un semplice adattamento di quanto già realizzato nelle ultime due stagioni sulle Peugeot 208 della formazione Italiana impegnate nel mondiale WRC3, con un inedito tocco aggiuntivo di azzurro.

Ecco qui ] le mie bozze e qui ] le immagini della livrea, realizzata da PubliStar.
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